Marielando

exploradora (IT)
se me lengua la traba (ES)
marielademarchi (EN)

Oct 1
“Come è diventato difficile ricordare le cose accadute appena ieri o l’altro ieri, come la mia telefonata a Carità. Ieri mi sembra uno smottamento al contrario, dalla valle alla montagna, un’iperbole psichica che livella dal basso verso l’alto e seppellisce persino le cime più recenti. Dicono che è il segno inequivocabile della vecchiaia che incombe, del saltino senza ritorno che il tempo ha fatto dentro di te. Il cervello si emancipa dalla memoria, fa tabula rasa - anche delle tavole stampate, nel mio caso - e si libera verso il niente progressivo, immagini balbuzienti che spifferano da un vetro in decomposizione i frammenti che saresti stato tu quando ti giri e vedi che hai vissuto, anche se non sai dire cosa. Sì, hai vissuto una vita, una quantità, ma non sai di che. Una quantità, un tot di specchio a pezzi, l’unica incertezza possibile della prospettiva di sé che può avere uno stupido, un uomo.” Aldo Busi, Casanova di se stessi.

Sep 12
“11.9.09 Quando sei in una fase della vita non riesci a immaginare quella che la scalzerà, così come nella passione non contempli il sopraggiungere dell’indifferenza, ma senza la fase successiva non si apprezza fino in fondo quella precedente, anche nella vita comune, senza poi letterario; scrivere equivale a descrivere nature morte, e non esiste passione viva scritta che non sia passione esistenziale spenta. Scrivere significa vivere dalla fine in poi facendo finta che si sia sempre e ancora tra inizio e apice. Per uno Scrittore, poi, ogni fase o è successiva o non è neppure iniziata. Se nel 2002 ho smesso di scrivere è – anche – perché prima di morire contavo di vivere qualche bruta fase iniziale e basta come tutti, senza quel senno del poi “durante”, ma non è successo: non basta smettere di scrivere per smettere di essere Scrittore, purtroppo, e se tale si è, lo si è sempre, e ogni istante è quello successivo e nessun umano ha mai tenuto il passo con me, getto la spugna. Tanto varrebbe riprendere a scrivere, nessuno mi sarà mai sincronico come un foglio di carta bianco davanti. A.B.” Quel senno del poi che non lascia un istante « Altri abusi

Sep 10
“Non capisco tutta questa fregola di parlare o starsi ad ascoltare gli uni con gli altri per vendere un’idea di sé. A me sarà capitato tre volte in tutto, conferenze comprese, di udire qualcosa, e in una forma, che non sapessi e prevedessi già. Gli umani sono risaputi, sono come la luna pur nelle sue fasi, dopo un mese è sempre la stessa.” La solitudine a cinque stelle « Altri abusi

“Quando non sei solo, quando il passato non è soltanto una cosa tua, passibile di continue variazioni e manipolazioni arbitrarie, quando capisci questo, dopo tanto tempo di egoistica incertezza, non puoi fare altro che radunare ogni errore e nostalgia, le cieche previsioni e le speranze, filtrando, eliminando la tua presenza, animata da spirito visionario, e - come suggerì Platone - uscire dalla caverna del mito. Sottrarre la propria sagoma all’indistinto paesaggio d’ombre non è un’operazione semplice, ma da quando hai capito che non sei solo e che con la tua ombra hai coperto e oscurato altre vite, non puoi più giocare sadicamente con le venefiche, stordenti, asfissie del ricordo. Il torto consiste non tanto in qualcosa che hai fatto, quanto in qualcosa che non hai visto, o che hai male interpretato. Inseguivi una fiamma, ti sei bruciato, hai cominciato a chiederti dove fosse l’inganno: non trovandolo, ti sembrava ovunque, hai cominciato ad aver paura di quel che un tempo hai chiamato ‘Amore’.
In un caldo pomeriggio estivo ti torna in mente Platone, fuochi e falene, e una lettura remota: “Lila” di Robert Pirsig, colui che distrusse per me il mito della falena attratta dalla luce. Egli spiega che le falene non volano verso la fiamma. La falena sta cercando in realtà di volare in linea retta. Le falene sono solite seguire un percorso mantenendo un angolo costante con il sole o con la luna, che però, a differenza del bulbo di una lampadina, si muovono. La lampadina è ferma, un angolo costante equivale a una circonferenza, le falene girano in tondo, in tondo, in tondo. E’ il loro comportamento biologico a ucciderle. Io che cosa inseguivo? O forse erano gli altri a inseguire me, e la mia testarda immobilità ha provocato la loro morte? Qualunque cosa fosse all’origine dell’inseguimento, quel che sembrava il sole, o la luna, termini ultimi, era in realtà una piccola lampadina accesa nel cuore della notte. Agivamo in accordo alla nostra natura, al nostro disperato desiderio d’amore, e intanto bruciavamo, incapaci di vedere.”
Impossibile fuggire: Fiamma e falena

Jul 22
“Miii”, ancora a non rendercisi conto che un cittadino si può far palpare a piacimento, ma un presidente della repubblica costituisce un problema andando a mignotte se: a. poi la butta sulla sacralità della famiglia per impedire che alcuni diritti vengano riconosciuti; b. sull’affare in questione mente spudoratamente e lancia accuse diffamatorie ai quotidiani che indagano; c. in cambio delle mignotte offre favori politici. È tanto ovvio che davvero non so se preferisco credere che siate tutti in malafede, e convincermi che l’umanità sia malvagia e vada distrutta, o in buona, e convincermi che l’umanità abbia dei bug irrisolvibili e vada distrutta.” le Malvestite » Blog Archive » La pupù di Daria Bignardi (via hardcorejudas)

Jul 20

Rostro de vos

Tengo una soledad
tan concurrida
tan llena de nostalgias
y de rostros de vos
de adioses hace tiempo
y besos bienvenidos
de primeras de cambio
y de último vagón.

Tengo una soledad
tan concurrida
que puedo organizarla
como una procesión
por colores
tamaños
y promesas
por época
por tacto
y por sabor.

Sin temblor de más
me abrazo a tus ausencias
que asisten y me asisten
con mi rostro de vos.

Estoy lleno de sombras
de noches y deseos
de risas y de alguna
maldición.

Mis huéspedes concurren
concurren como sueños
con sus rencores nuevos
su falta de candor
yo les pongo una escoba
tras la puerta
porque quiero estar solo
con mi rostro de vos.

Pero el rostro de vos
mira a otra parte
con sus ojos de amor
que ya no aman
como víveres
que buscan su hambre
miran y miran
y apagan mi jornada.

Las paredes se van
queda la noche
las nostalgias se van
no queda nada.

Ya mi rostro de vos
cierra los ojos
y es una soledad
tan desolada.

Mario Benedetti - Poemas

Page 1 of 54